lunedì 22 giugno 2026

NEOLE o FERRATELLE o ...



 Esordisco con un purtroppo perchè pensavo di aver già messo la ricetta delle neole, ma ho visto che, dopo tutti questi anni, non ne trovo una e quindi sono abbastanza dispiaciuta. Questo buonissimo dolcetto abruzzese, esiste da tantissimi secoli. Ogni zona lo chiama in modo diverso, da noi si chiamano "neole". Non è molto dolce, ed essendo secco si conserva benissimo, si può mangiare da solo, ma si presta ad essere farcito con creme e marmellate così da essere anche accoppiato. Per non parlare della sua duttilità ... infatti quando la neola è calda si può arrotolare e mettere in un bicchiere facendola diventare un contenitore anche per gelati o frutta a pezzi e quindi trasformarsi in uno splendido dessert.


Per fare questo dolce abbiamo bisogno di un attrezzo particolare che ha delle piastre intagliate ed è fatto con dei manici a forbice dove sono inserite le suddette piastre che si scaldano sul gas o sul fuoco. Con un cucchiaio si preleva un po' di impasto e si posa sulla piastra calda che si apre a forbice, si chiude e si riappoggia sul fornello. Dopo un paio di minuti si rigira, si fa stare lo stesso tempo anche dall'altra parte e poi si toglie posando la neola su un vassoio. Raffreddandosi, diventa croccantina. Se vogliamo fare un cannolo, la arrotoliamo ancora calda e la mettiamo in un bicchiere alto e stretto così che possa aiutare a mantenere la forma fino a quando non si raffredda e rimane della forma che volevamo ottenere. Ce ne sono di parecchie dimensioni, ci sono anche piastre rettangolari che sono quelle più antiche con un disegno romboidale e altre rotonde che riproducono rosoni di chiese, o altre invece elettriche che hanno la forma di cuori. E' un dolce, come dicevo, molto amato.


Possiamo anche farlo al cioccolato aggiungendo un po' di cacao e sottraendo la stessa quantità di farina.

Adesso la ricetta, molto semplice, però ognuno in famiglia ha la sua, mia nonna mi ha insegnato questa che è infallibile...io ne faccio sempre cinque uova perchè è un ottimo numero, ne vengono abbastanza per non rimanere senza ma non troppissime che non sai più dove metterle.

5 uova 

1 cucchiaio raso di zucchero per ogni uovo + un paio... quindi all'incirca 7

1 cucchiaio pieno di olio possibilmente evo per ogni uovo + ne  aggiungo un altro paio

limone grattugiato a gò gò

semini di anice a piacere o liquore anisetta o mistral

300 gr di farina 

anche qui dipende da tante cose ma se l'impasto risulta morbido anche altri due cucchiai pieni di farina ci stanno bene.

Si impasta tutto in una ciotola e si lascia riposare mentre si scalda il ferro. Si mette mezzo cucchiaio circa di impasto sul ferro caldo e dopo un minuto circa si gira e si fa dorare anche dall'altro lato. Si mettono su un vassoio e mano a mano che si raffreddano si impilano.

Non ho foto di realizzazione perchè pensavo di aver già parlato di questo dolce tradizionale abruzzese. Nella prossima ricetta faremo quelle morbide tipo waffles e vi metterò anche qualche foto di come le realizzo.

Un buon inizio settimana a tutti💝