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giovedì 9 aprile 2026

PASTIERA NAPOLETANA


 Ognuno ha la sua ricetta, ma da quando l'ho conosciuta, l'ho apprezzata tantissimo. E stata una signora napoletana ad insegnarmi il procedimento della pastiera. Lei, a sua volta, l'aveva imparata da un suo amico pasticcere. E' un dolce tradizionale napoletano che ha radici antichissime e che pare abbia fatto sorridere di piacere la regina Maria Antonietta d'Austria che non sorrideva mai. Ci sono altre leggende che coinvolgono la sirena Partenope che era il simbolo di Napoli e allietava con il canto i Napoletani e loro per ringraziarla le portarono i sette ingredienti della pastiera. C'è anche il fatto che veniva celebrata la dea Cerere in epoca romana, che rappresentava la fertilità e quindi l'uovo ed il grano erano simboli della rinascita primaverile della natura.

In effetti poi nella realtà sono state le monache di clausura di San Gregorio Armeno tra il  XVI ed il XVII secolo che pensarono di creare un dolce che avesse  come ingredienti i simboli della resurrezione e quindi della cristianità: uova, grano e ricotta, aggiungendo le spezie asiatiche ed il profumo dei fiori d'arancio della costiera.

Adesso vi scrivo la ricetta che faccio io, così passiamo ai fatti😀

Pasta frolla:

500 gr di farina

3 uova intere

200 gr di zucchero

200 gr di burro

Impastare e far riposare in frigo anche x un giorno o anche mezz'ora...per la frolla il riposo è fondamentale, quindi c'è un minimo, poi a discrezione.

Per il ripieno:

200 gr di grano cotto

50 gr di latte

30 gr di burro

350 gr di ricotta  (meglio se di pecora o mista)

200 gr di zucchero

3 uova

1 po' di fiori d'arancio

un pizzico di cannella

vaniglia

limone grattugiato  (io tantissimo)

una bella tazza di crema pasticcera

P.S. se l'aroma dei fiori d'arancio vi risulta molto forte, una bella grattugiata di scorza d'arancia darà la sua bella fragranza lo stesso. Non ho messo i canditi perchè non piacciono a tutti... io ne metto un po' all'arancia e al cedro.


Normalmente io raddoppio le dosi e mi vengono due pastiere dal diametro di 23 cm e una più piccola da 18 cm

Versare il contenuto del barattolo di grano in un tegame aggiungendo il latte ed il burro, aggiungere un limone grattuggiato e riscaldare sul fuoco per circa 10 minuti mscolando fino ad ottenere una crema. Frullare la ricotta, lo zucchero, le uova, la vaniglia, la cannella, i fiori d'arancio e la crema, da ultimo il grano tiepido.

Stendere la pasta frolla nelle tegliette, bucherellare con una forchetta la base, versare il ripieno fino all'orlo e ritagliare le strisce che dovrebbero essere sette come vuole la tradizione per la questione della cristianità e del paganesimo, ma non vogliamo essere fiscali e quindi fare quelle che ritenete giuste. La pastiera ha una cottura molto lunga, quindi infornare a forno caldissimo nella parte più bassa e poi abbassare a 160°. Ci vorrà sicuramente più di un'ora quindi finchè lo stecchino non uscirà asciutto, si dovrà aspettare. Non ho foto della procedura perchè mi dimentico di farle. Purtroppo anche dopo anni, penso di farle e poi puntualmente, non le faccio.

Come avevo scritto le strisce dovrebbero essere sette, ma la mia era troppo grande e quindi ne ho messe otto.

Spero che ci capiate qualcosa, vi posso solo garantire che è molto buona, un dolce profumato, aromatico ma del resto tutti i dolci che abbiamo in Italia sono ottimi, anche quello più semplice.

Per quanto riguarda la crema pasticcera, io ne preparo sempre di più perchè comunque nei giorni di festa c'è sempre un via vai di persone e quindi essendo una preparazione versatile , la posso adoperare in qualsiasi maniera.

Una cosa che riguarda la pastiera è:

 si prepara assolutamente il Giovedì Santo perchè così per il giorno della Resurrezione, tutti i sapori si saranno amalgamati ed il dolce risulterà nella fragranza più piena.

Grazie a chi viene a visitare questo blog e se vi va lasciate pure un piccolo messaggio anche un saluto veloce mi farà piacere. Alla prossima...








martedì 31 marzo 2026

PARROZZO DI PESCARA


Iniziamo con la produzione del dolce pescarese per eccellenza...Il parrozzo!! A me piace molto la tradizione poi però mi piace pure rinnovarla e così da un dolce che come dice il nome è un po' rozzo cioè semplice, può uscire fuori un pensiero che oltre ad essere molto buono , ha anche un bel vedere. Questo dolce nato con ingredienti semplici ma costosi, ebbe il nome ideato dal poeta scrittore Gabriele D'Annunzio che lo chiamò così proprio perchè è un pane dolce con la mollica un po' grossolana ma fatto con le mandore, la semola, le uova ed è ricoperto di cioccolato fondente, quindi tutt'altro che povero.Pare che questa che ho io sia la ricetta originale ma non so se sia la verità. So per certo che è molto buona e su questo garantisco perchè sui sapori sono abbastanza pignola.

Ingredienti:

6 uova

250 gr di zucchero

200 gr di mandorle tritate con la buccia

4/5 mandorle amare o una fialetta di aroma (io ne metto metà)

150 gr di semola rimacinata

un limone grattugiato ed il suo succo

cioccolato fondente per la copertura.

Per prima cosa preparare gli stampi. Con questa ricetta ne vengono due piccoli o uno grande. Sono stampi di alluminio che devono essere unti bene e spolverati con la farina.

Montare le uova con lo zucchero benissimo come se fosse un pan di spagna, l'impasto deve incamerare tanta aria! Quand'è bello gonfio, aggiungere il limone e la fialetta, poi  le mandorle mescolate con la farina a pugnetti  girando lentamente l'impasto con una frusta dal basso verso l'alto cercando di non smontarlo. Riempire lo stampo con l'impasto o gli stampi e metterli in forno già caldo. Abbassare il calore a 170° e tenerli per circa 35/40 minuti se sono piccoli o anche un'oretta se lo stampo è grande: Controllare sempre con uno stecchino.

 Quando il dolce è freddo lo ricopriamo di cioccolato fondente fatto sciogliere al microonde o a bagnomaria allungandolo con un po' di olio di semi che lo rende più scorrevole. Se lo volete decorare come ho fatto io, ci mettete un po' di polvere di pistacchio e con la pasta di zucchero fate dei fiorellini.


Ho anche sistemato un nastro di raso così da farlo ancora più importante😊

Parlavo della tradizione che mai come in questo periodo di confusione totale, ci tiene saldi e ancorati alle nostre origini: Tutto è incerto ma questi dolci ci ricordano la nostra città, il nostro vissuto, ci ricordano i nostri nonni, la nostra famiglia e memori di quello che ci hanno insegnato loro, guardiamo con la speranza ad un futuro migliore. Lieta di essere stata un po' con voi e di avervi consegnato una ricetta antica vi dò appuntamento alla prossima ricetta. Se avete da chiedere lasciate un commento e vi risponderò.



venerdì 29 marzo 2024

COLOMBELLE DI RICOTTA

 


Era da un po' che non facevo questa ricetta semplicissima ma molto buona. La farcisco di solito con il cioccolato al latte e le nocciole ma questa volta ho voluto dare un sapore agrumato perchè è primavera e mi è piaciuto più dare un'idea di freschezza a questo dolce. Si lavora come uno strudel e si taglia a fette. Ci vogliono questi ingredienti:

400 gr di farina

200 gr di ricotta romana (pecora)

1 uovo

6 cucchiai di latte

8 cucchiai di olio

100 gr di zucchero

1 busta di zucchero vanigliato

1 bustina e 1/2 di lievito vanigliato

limone grattugiato o aroma

arancia grattugiata o aroma

un pizzico di sale

cedro e arancia canditi

cioccolato bianco tritato o gocce (come vi è più facile e comodo)

Facciamo una fontana con la farina e mettiamo tutti gli ingredienti nel vuoto che abbiamo fatto in ordine di scrittura. Di solito scrivo gli ingredienti in ordine di utilizzo. Con una forchetta mescoliamo il tutto e poi aiutandoci con le mani formiamo una palla. La facciamo riposare e poi buttiamo un po' di farina sul ripiano e, delicatamente, col mattarello infarinato, formiamo un rettangolo. Dobbiamo tenere presente che l'impasto è morbido quindi cerchiamo di lavorare con la farina e la velocità. Sul rettangolo spargiamo la cioccolata bianca tritata e i cubetti di cedro e arancia.(mi dispiace non aver fatto la foto, me ne sono ricordata dopo che l'ho arrotolato). Comunque se avete preparato lo strudel sapete già di cosa parlo.



Io ho gli stampi in silicone a forma di colombine e una volta tagliate le fette di circa due cm di spessore le ho modellate in quelle formine ma nulla toglie che si possano metterein quelle che si comprano a forma di colomba o fare una torta intera. Bisogna poi agire con fantasia😉


Mettiamo in forno preriscaldato a 200° abbassiamo a 170 e teniamo per circa 20 minuti. Se la facciamo intera anche mezz'ora controllando sempre con uno stecchino. Pensavo di non riuscire a pubblicare un'altra ricettina ma ce l'ho fatta🙏♡




Vi auguro una serena Pasqua e alla prossima ricetta.




martedì 26 marzo 2024

TARALLI LESSI ABRUZZESI

 Pensavo di aver già pubblicato questa ricetta ma in effetti non la ritrovo sul blog... gli anni passano e la memoria vacilla anche per me che ero un portento in fatto di testa. Come sa chi mi conosce per me la tradizione è importante come le radici e mi vanto assolutamente di essere italiana e come hanno fatto quelli prima di me, mi piace guardare le ricette degli altri paesi ma poi farle mie. Su queste pasquali però ritorno alle origini perchè nella mia famiglia ci sono state cuoche fantastiche come mia nonna Angela o mia zia Giuseppina e da loro con molta modestia, ho imparato a fare qualcosa. Questi dolci non dolci di cui vi lascio la ricetta, sono dei taralli che non mi piacevano molto da ragazzina anch perchè avevano l'anice. Da grande ho rivalutato sia il taralluccio sia l'anice ed eccoci qui.

Queste ciambelle assomigliano un po' ai bagels americani perchè vanno prima buttati nell'acqua bollente per alcuni minuti e poi messi nel forno, però non mi sono mai preoccupata di vedere se le ricette assomigliano.

Abbiamo bisogno di:

500 gr di farina

5 uova

5 cucchiai rasi di zucchero

5 cucchiai di olio

limone grattugiato, pizzico di sale, semini di anice (facoltativi)

liquore un po' ( anice o sambuca o vermuth )

P.S. in questa ricetta ad ogni uovo corrisponde un cucchiaio ed un etto di farina qundi per aumentare le dosi fare i conti di conseguenza😅

Facciamo una fontana con la farina  dentro mettiamo tutti gli ingredienti e con una forchetta cominciamo ad impastare tirando un po' alla volta tutta la farina, poi con le mani facciamo in modo da unire il tutto e formare una palla, la copriamo con un canvaccio e la lasciamo riposare. Intanto prepariamo le teglie ricoprendole con la cartaforno e mettiamo a bollire l'acqua in una pentola.

Riprendiamo l'impasto e tagliando un pezzo alla volta ricaviamo dei cordoni allungandolo un po' e chiudiamolo a cerchio come nella foto. Qui possiamo scegliere la grandezza che ci piace. Io sono per le cose piccole😉


Una volta pronte, pratichiamo dei piccoli tagli intorno e allineiamole nelle teglie infornandole a 200° poi abbassiamo a 170 e li lasciamo per circa mezz'ora.



 Questa volta ho passato un po' d'uovo con il latte sui taralli ma non so se preferisco quelli rustici o questi lucidi😏


Che ne pensate? A me stanno piacendo più quelli senza... Fatemi sapere che ne pensate se li rifarete. Volendo si possono farcire con salame e formaggio come fa mia figlia golosona per il salato, invece una volta si inzuppavano nel vino e il loro nome di battaglia era "strozzacani" 😂forse perchè sono un po' secchi.

Adesso corro che ho altre cose da preparare e non so se riuscirò a scrivere altre ricette ma spero di si anche se è molto complicato.

Intanto buona Settimana Santa😇



lunedì 11 aprile 2022

COLOMBA PASQUALE (A LIEVITAZIONE VELOCIZZATA)

 


Ne ho fatte tante di colombe lievitate, quelle belle, tutte soffici, alveolate, profumate all'arancia...buonissime!! Avevo però un forno di  pasticceria, una cella di lievitazione ecc., delle farine eccezionali...adesso che sono a casa, ho provato diverse volte a fare le lievitazioni lunghe ma me le dimentico, le temperature non sono adatte e quindi ho pensato di creare una ricetta che mi facesse venire un prodotto buono ma con una lievitazione veloce. Per fare questa colomba ho adoperato il lievito naturale rinfrescandolo un paio di volte e una farina più forte di quelle normali.. la manitoba. Ci sono due lievitazioni e quindi con una giornata ce la facciamo. Questi sono gli ingredienti:

500 gr di manitoba

350 gr di lievito naturale rinfrescato o 18/20 gr di lievito di birra

2 uova 

1 tuorlo

100 gr di latte tiepido

80 gr di acqua 

150 gr di zucchero

vaniglia

100 gr di burro

100 gr di canditi arancia cedro limoni

50 gr di cioccolato bianco

granella di mandorle e pistacchi

cioccolato fondente e fiorellini di pasta di zucchero o decorazioni a piacere

Mettete in una ciotola o nella planetaria il lievito con l'acqua, il latte e lo zucchero e fatelo sciogliere un po', aggiungete le uova e impastate bene. Buttate dentro la farina e lavorate un po' poi aggiungete il sale e gli altri aromi e lavorate ancora fino a che si stacca dalle pareti della ciotola. Mettete dentro i canditi ed il cioccolato e lavorate ancora, dopo un po' iniziate a mettere il burro un po' alla volta e continuate fino a che prendendo un po' d'impasto e tirandolo non diventi quasi trasparente. Ungete un contenitore e metteteci il composto coprendolo con la pellicola e possibilmente mettetelo in un luogo caldo fino a che non raddoppia. Dopo circa tre ore ho fatto delle pieghe nel senso che ho allungato l'impasto nella ciotola stessa e l'ho ripiegato su se stesso un paio di volte e l'ho rimesso "a cuccia". Quando è raddoppiato l'ho tolto dalla ciotola, l'ho diviso in due per poter fare due colombe. Da considerare che con questa dose vengono due colombe una da 1 kg e un'altra da 500 gr o due da 750 gr. Io ovviamente ne avevo due da 1kg l'uno... me ne sono accorta all' ultimo momento. Quindi regolatevi a seconda degli stampi. Cercate di fare con ognuno un salsicciotto da mettere nello stampo, lasciatelo riposare un po' e poi schiacciatelo al centro all'altezza delle ali e allungatelo affinchè l'impasto possa andare anche ai lati a formare le ali della colomba. Rimettete tutto a lievitare... ci vorranno un altro paio d'ore e poi infornate a 160° per circa 50'. Quando saranno fredde ricopritele di cioccolato bianco sciolto e con la granella di mandorle e pistacchio. Non è la colomba che facevo in pasticceria ma a me ha dato soddisfazione perchè ha un sapore delicato è molto morbida e profumata. Se vi va replicatela e se non avete il lievito madre con 18/20 gr di lievito di birra ve la caverete lo stesso ed i tempi di lievitazione saranno più brevi. Buon lavoro😘