giovedì 23 aprile 2026

BISCOTTI DELLA TRESCA o CUCCHIAROLE


 Ecco i biscotti che mio marito aspettava da tempo immemore. I biscotti della tresca o cucchiarole perchè la loro caratteristica è quella di essere così semplici e veloci che si poggiano sulla placca del forno solo con l'aiuto del cucchiaio. Lui li ha mangiati quand'era piccolo perchè hanno una loro storia che sa di lavoro, sudore, ma anche di libertà, aria pura, risate nei campi e poi sotto un albero un bel bicchiere di vino e questi biscotti a rinfrancare lo spirito e le membra in attesa del pasto vero e proprio.

Le donne ad una certa ora riempivano le ceste con i biscotti, col vino, con l'acqua e caricandosele sulla testa andavano nei campi per rifocillare chi stava sotto al sole impegnato a mietere il grano o a trescarlo.

Ovviamente ogni famiglia ha la sua , la mia anche ma si parla sempre di ricette fantasmagoriche, tutte con un minimo di 10/12 uova, quindi ho un po' rielaborato il tutto ed è venuta fuori questa ricetta che è stata approvata grandemente da chi ha assaggiato i biscotti originali.


Quindi con un po' di orgoglio vi lascio questa ricetta:

2 uova

180 gr di zucchero

140 gr di olio evo

200 gr di latte

limone grattugiato

500 gr di farina

8 gr di ammoniaca

Alla fine ho aggiunto un po' di cannella perchè l'adoro e la metterei ovunque ed un po' di vaniglia.

 Si possono lasciare così perchè comunque l'originale è così.


Ho messo tutti gli ingredienti nella ciotola, ho lasciato da parte mezzo bicchiere di latte che ho intiepidito, ho unito a questo nel bicchiere, l'ammoniaca... attente che comincia a frizzare.Poi ho cominciato ad unire la farina e, dopo aver amalgamato il tutto, aiutandomi con due cucchiai, ho messo l' impasto su una teglia coperta dalla carta forno, facendo tanti mucchietti.



Ho cosparso di zucchero i biscotti.
Ho scaldato il forno a 230° ed ho infornato a 180 per 
15/20 minuti. L'odore antipatico dell'ammoniaca scomparirà quando i biscotti saranno freddi. Attente ad esalare i vapori quando aprite il forno, girate la testa dall'altra parte. Uno dei motivi per cui ho aspettato tanto è proprio per l'ammoniaca, ma ho voluto provare lo stesso, perchè è importante sfidare le proprie convinzioni.
Sono buonissimi, è un tuffo nel nostro passato che molti di noi non hanno vissuto personalmente, ma che è sempre bello rievocare riflettendo a quanti sacrifici hanno fatto i nostri antenati. Lieta di aver trascorso un po' di tempo con voi, ci leggiamo alla prossima ricetta. by by👩

martedì 21 aprile 2026

CHIACCHIERE SALATE


 E' da un po' che volevo pubblicare la ricetta di questi semplici salatini a forma di cuore, mi era passato di mente. Pensando alla festa della mamma che sarà fra qualche domenica, mi sono ricordata di questi cuoricini.

Le ho chiamate chiacchiere perchè era il periodo di Carnevale e ho creato la ricetta sulla base di quella delle chiacchiere però cucinate nel forno.

Ho messo circa 

200 gr di farina

un cucchiaino di lievito salato

un cucchiaio di olio evo

una tazza da caffè di vino bianco

! uovo

un pizzico di sale

tante erbette tritate 

io le ho messe fresche perchè le coltivo nei vasi...rosmarino, maggiorana,timo, origano.


Ho impastato e fatto riposare, me ne sono andata a fare altro e quindi sarà passata una mezz'oretta. Ho steso una sfoglia sottile e ho fatto scaldare il forno nel frattempo a 230°. Ho ritagliato con la formina a forma di cuore, ho posizionato le chiacchiere sulla teglia coperta di carta forno e le ho irrorate con un filino di olio. Si può anche spolverare con del grana eh ho infornato abbassando a 200° per 10 minuti



Io le ho ritagliate a forma di cuore ma ovviamente si possono fare anche come le chiacchiere normali, con la rotella e a forma di rettangoli o se è una festa per i bimbi invece delle patatine le possiamo fare a forma di animaletti. La fantasia non deve mai mancare. Sono sfiziosissime, veloci, stuzzicanti e una tira l'altra.

Sono sicura che questa ricetta vi piacerà perchè può anche essere una proposta per un aperitivo e oggi gli aperityme sono molto in voga. Spero di riuscire a breve a pubblicare un altra ricettina ma adesso devo scappare perchè mi sono iscritta anche ad un corso di teatro😎 della serie "non mi faccio mancare nulla"
ciao ciao...alla prossima...



mercoledì 15 aprile 2026

BEETROOT CAKE o TORTA CON BARBABIETOLE ROSSE


Ecco uno di quei dolci che mi fanno impazzire. Adoro abbinare le verdure con i dolci, escono fuori delle combinazioni veramente sfiziose. Abbiamo molte barbabietole rosse nell' orto; non le avevamo mai coltivate ma prendere la roba già cotta nei supermercati non mi piace molto, quindi abbiamo deciso di piantare qualcosa. Non ci aspettavamo granchè ed invece sono venute delle belle palline. Dopo averle adoperate per le insalate e tutto il resto ho pensato di farci un bel dolce. Sappiamo che sono degli ortaggi ricchissimi di vitamine, sali minerali ecc. quindi abbiamo voluto sperimentare e pensando alla torta di carote che già ho pubblicato diversi anni fa, ho deciso che lo stesso procedimento sarebbe potuto andare bene anche per le barbabietole. 


Ingredienti:

3 uova

150 gr di zucchero

180 gr di barbabietola cruda grattugiata sottile

130 gr di olio

100 gr di kefir o latte

vaniglia, rum

260 di farina

10 gr di lievito vanigliato

Montare un po' le uova con lo zucchero, aggiungere l'olio e gli aromi, unire la barbabietola ed il kefir e mescolare bene. Aggiungere la farina con il lievito e sistemare l'impasto in una tortiera. Io l'ho messo in uno stampo da plumcake ma non è rilevante, tranne che per la cottura: in uno stampo da ciambella sicuramente impiegherà meno tempo. Intanto infiliamo nel forno già caldo e regoliamo a 170° per circa 40\45 se lo stampo è diverso controlliamo prima. Il fatto di aver adoperato la barbabietola cruda incide anche perchè il dolce è più umido ma ho fatto questa scelta per evitare che l'ortaggio fosse sottoposto a più cotture.


A noi è piaciuto moltissimo e anche chi era perplesso si è ricreduto. Molte volte il pregiudizio ci frena ma finchè si tratta di ortaggi ... vi ricordate la questione degli insetti...ce la faccio😜😂

Che fate? Cercherete di sperimentare? Ovvio che si possono adoperare quelle già cotte del supermercato ma se le trovate fresche penso che sia meglio dal punto di vista nutrizionale.


Non sentite il profumo vero? peccato! vi toccherà rifarlo😜

Vi saluto, spero di leggervi presto e buon tutto.

 

giovedì 9 aprile 2026

PASTIERA NAPOLETANA


 Ognuno ha la sua ricetta, ma da quando l'ho conosciuta, l'ho apprezzata tantissimo. E stata una signora napoletana ad insegnarmi il procedimento della pastiera. Lei, a sua volta, l'aveva imparata da un suo amico pasticcere. E' un dolce tradizionale napoletano che ha radici antichissime e che pare abbia fatto sorridere di piacere la regina Maria Antonietta d'Austria che non sorrideva mai. Ci sono altre leggende che coinvolgono la sirena Partenope che era il simbolo di Napoli e allietava con il canto i Napoletani e loro per ringraziarla le portarono i sette ingredienti della pastiera. C'è anche il fatto che veniva celebrata la dea Cerere in epoca romana, che rappresentava la fertilità e quindi l'uovo ed il grano erano simboli della rinascita primaverile della natura.

In effetti poi nella realtà sono state le monache di clausura di San Gregorio Armeno tra il  XVI ed il XVII secolo che pensarono di creare un dolce che avesse  come ingredienti i simboli della resurrezione e quindi della cristianità: uova, grano e ricotta, aggiungendo le spezie asiatiche ed il profumo dei fiori d'arancio della costiera.

Adesso vi scrivo la ricetta che faccio io, così passiamo ai fatti😀

Pasta frolla:

500 gr di farina

3 uova intere

200 gr di zucchero

200 gr di burro

Impastare e far riposare in frigo anche x un giorno o anche mezz'ora...per la frolla il riposo è fondamentale, quindi c'è un minimo, poi a discrezione.

Per il ripieno:

200 gr di grano cotto

50 gr di latte

30 gr di burro

350 gr di ricotta  (meglio se di pecora o mista)

200 gr di zucchero

3 uova

1 po' di fiori d'arancio

un pizzico di cannella

vaniglia

limone grattugiato  (io tantissimo)

una bella tazza di crema pasticcera

P.S. se l'aroma dei fiori d'arancio vi risulta molto forte, una bella grattugiata di scorza d'arancia darà la sua bella fragranza lo stesso. Non ho messo i canditi perchè non piacciono a tutti... io ne metto un po' all'arancia e al cedro.


Normalmente io raddoppio le dosi e mi vengono due pastiere dal diametro di 23 cm e una più piccola da 18 cm

Versare il contenuto del barattolo di grano in un tegame aggiungendo il latte ed il burro, aggiungere un limone grattuggiato e riscaldare sul fuoco per circa 10 minuti mscolando fino ad ottenere una crema. Frullare la ricotta, lo zucchero, le uova, la vaniglia, la cannella, i fiori d'arancio e la crema, da ultimo il grano tiepido.

Stendere la pasta frolla nelle tegliette, bucherellare con una forchetta la base, versare il ripieno fino all'orlo e ritagliare le strisce che dovrebbero essere sette come vuole la tradizione per la questione della cristianità e del paganesimo, ma non vogliamo essere fiscali e quindi fare quelle che ritenete giuste. La pastiera ha una cottura molto lunga, quindi infornare a forno caldissimo nella parte più bassa e poi abbassare a 160°. Ci vorrà sicuramente più di un'ora quindi finchè lo stecchino non uscirà asciutto, si dovrà aspettare. Non ho foto della procedura perchè mi dimentico di farle. Purtroppo anche dopo anni, penso di farle e poi puntualmente, non le faccio.

Come avevo scritto le strisce dovrebbero essere sette, ma la mia era troppo grande e quindi ne ho messe otto.

Spero che ci capiate qualcosa, vi posso solo garantire che è molto buona, un dolce profumato, aromatico ma del resto tutti i dolci che abbiamo in Italia sono ottimi, anche quello più semplice.

Per quanto riguarda la crema pasticcera, io ne preparo sempre di più perchè comunque nei giorni di festa c'è sempre un via vai di persone e quindi essendo una preparazione versatile , la posso adoperare in qualsiasi maniera.

Una cosa che riguarda la pastiera è:

 si prepara assolutamente il Giovedì Santo perchè così per il giorno della Resurrezione, tutti i sapori si saranno amalgamati ed il dolce risulterà nella fragranza più piena.

Grazie a chi viene a visitare questo blog e se vi va lasciate pure un piccolo messaggio anche un saluto veloce mi farà piacere. Alla prossima...








mercoledì 1 aprile 2026

COLOMBA SALATA



 

Ecco una bella colomba salata. E' da tanto che volevo pubblicarla ma poi passa il periodo e mi dimentico di farlo. Questa volta mi sono ritrovata con queste foto e mi è tornato in mente che non l'avevo ancora scritta.

Questa è una ricetta che faccio spesso per fare dei lievitati salati, ogni tanto vario gli ingredienti ma la ricetta dell'impasto grosso modo rimane la stessa. Siccome è una settimana che combatto col mal di schiena, adesso ho il tempo, fra un dolorino ed un altro, di pubblicarla.

Questa ricetta l'adopero anche per fare la pizza😋

occorrono:

750 gr di farina 00

15 gr di sale

un cucchiaino di zucchero

una bustina di lievito liofilizzato o un cubetto di quello fresco

400 gr circa di acqua tiepida

80 gr circa di olio

un po' di olive - salumi vari- formaggi a cubetti di vario genere, pomodori secchi

1 uovo crudo da mettere al centro (facoltativo)

un uovo con un po' di latte per spennellare alla fine

uno stampo per colombe di carta

Metto la farina ed il sale e li mescolo insieme, poi aggiungo l'acqua, il lievito e lo zucchero. Comincio ad impastare e quando il tutto prende una certa consistenza aggiungo l'olio un po' alla volta e lo faccio assorbire. Metto in una ciotola oliata e faccio lievitare ben coperto, al caldo. Se non avete un ambiente consono, fate come le nostre nonne: dal momento che abbiamo messo l'acqua leggermente tiepida e quindi si aiuta in qualche modo la lievitazione, coprite la ciotola con una bella copertina.😍 


Al raddoppio, ho sgonfiato l'impasto, l'ho allargato un po' ed ho messo tutte le cose che avevo preparato per la farcitura, ho dimenticato i pomodori secchi, infatti non c'è uno schizzo di rosso😁

Ho lavorato un po' l'impasto affinchè gli ingredienti si amalgamassero ed ho sispemato tutto nello stampo, aggiungendo l'ovetto lavato decorando la superfice con qualche oliva. Ho rimesso a lievitare ed ho aspettato che fosse pronto, come si vede dalla foto.


Ho spennellato con l'uovo ed il latte ed ho messo in forno già caldo a 230°, ho abbassato a 180° e l'ho lasciato cuocere per una quarantina di minuti. Dipende sempre dal forno, se è ventilato impiega meno tempo. Controllare sempre, specialmente i lievitati. Il risultato è quello della foto.


Ecco fatto, l'impasto sembra uguale a quello del casiatello napoletano ma non l'ho mai fatto quindi non so. Se lo rifarete fatemi sapere se vi è piaciuto. Spero che mi passi il mal di schiena altrimenti sarò costretta a guardare le foto degli anni scorsi ...della serie "mi consolo guardando"😂